bambini, computer e linguaggi

I nostri figli sono circondati da computer. Cosa possiamo fare per permettere loro di
sfruttarne da subito le caratteristiche tecnologiche?

 
  In casa ci sono tante cose che i bambini non possono usare, e questo è normale. Il computer è una di queste? Di solito il bambino capisce (non sempre lo ammette, ma questa è un’altra storia) a cosa servono questi oggetti tabù: il computer però rischia di essere un oggetto tabù molto ingombrante, che ai genitori in qualche modo piace e che il bambino non può toccare. Un antagonista micidiale. Non è la stessa cosa di una lavastoviglie, per intenderci.
Prima però di proporlo a loro, dobbiamo porci alcune domande non facoltative. In quale luogo di casa si trova il nostro computer? Che posto gli riserviamo? In definitiva, cosa è il computer per noi? E cosa dovrebbe essere?
Il computer è uno strumento per fare delle cose. E i bambini per cosa lo possono usare?
Di certo può essere usato per fare molto... e "imparare il computer" sembra essere una delle priorità della nostra società, ma cosa diavolo significa? Forse è proprio una locuzione che non ha senso: focalizzare lo strumento fa spesso perdere di vista l’obiettivo reale, come se l’uso della penna fosse fine a se stesso: una volta che so come si tiene in mano, ho finito. Però una penna ha senso se serve a scrivere o disegnare! Per il computer è lo stesso!
Con uno scopo l’apprendimento può sviluppare i processi mentali e l’intelligenza.
La nostra idea è che lo scopo dei bambini, in generale, sia quello di imparare a usare il mondo. In questa loro ricerca il computer può essere molto utile! Certo servono gli strumenti giusti, e la cosa più fondamentale fare le cose insieme ai bambini. In questo modo si fondono le diverse attitudini di bambini e adulti: i bambini amano sperimentare, gli adulti preferiscono muoversi a colpo sicuro... e spesso lo stile che paga con i computer è il primo.
Uno strumento fondamentale per i bambini è il linguaggio LOGO, sviluppato da Seymour Papert (foto) a partire dagli anni 60. L'idea fondamentale è quella di far crescere nel bambino la domanda: "come posso ottenere ciò che voglio dal computer?" Gli strumenti basati sul linguaggio LOGO permettono questa crescita del pensiero.

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